Orienteering

Trovarsi di fronte a un foglio bianco non è facile, è come mettersi nudi di fronte allo specchio. Ogni singolo difetto è lì a fare capolino, niente vestiti, niente trucco.
Non esiste cosa più snervante di questa.
Riflettevo dunque riguardo a quanto avvertiamo il bisogno di correre per evitare quotidianamente il nostro pezzo di carta bianco. Onestamente lo trovo quantomeno singolare, piuttosto riusciamo a conquistare il mondo ma di arrivare a metterci di fronte a noi stessi proprio non ne vogliamo sapere.
Come biasimarci in fondo? Non è mica facile, a nessuno piacciono le questioni troppo complesse, non abbiamo abbastanza tempo o almeno questa è l’ottima scusa che ci diamo.
Ci accingiamo così a proseguire il nostro percorso nella scia della nostra stessa inconsistenza recriminando quella degli altri, ovviamente. La critica verso la negligenza altrui rimarrà sempre il nostro cavallo di battaglia, che vogliamo ammetterlo o meno.
Il vero quesito che dunque mi pongo è: come fare inversione di rotta? Non ho aspirazione a percorrere la strada verso il mio alter ego fantasma, nessuno di noi dovrebbe.
Forse la direzione giusta è la ricerca, è il desiderio di un cammino alternativo.
Sicuramente un viaggio poco agevole e probabilmente senza meta, ma certamente più remunerativo dell’obiettivo di vita che qualcuno ha selezionato per noi senza che ce ne accorgessimo, mentre ci affrettavamo a correre a vuoto come le lancette del quadrante dell’orologio.

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Para el Santo y los difuntos…

Lascio scivolare qualche goccia sul pavimento come mi hai insegnato tu.

Stringo quel bicchiere senza ghiaccio con il sorriso, mentre mi guardi senza dire niente.

Quel bicchiere non lo offri a tutti e quel goccio non lo fai rovesciare a chiunque.

Stringo il bicchiere dunque, e sorrido, mentre mi fai cenno di bere.

“Bevi piano”

Il rum inonda le mie guance, ne sento il rossore bruciante, prima in gola, poi nello stomaco

Ti osservo.

Me lo dici sempre di bere piano, ma non lo faccio quasi mai

Aspetto sempre con ansia quello che viene dopo.

Tengo quel bicchiere senza ghiaccio in mano e ti guardo, come se fino ad ora non avessi mai visto niente altro.

Assaporo il retrogusto, attendo quel tuo bacio dolce che mi dai sempre dopo aver bevuto.

La gente ci guarda impacciata dall’imbarazzo di un amore così silenzioso, ma così tangibile, da sentirsi in mezzo al casino.

Sento le tue labbra che cercano le mie e le accolgo come fossero l’ultimo sorso di rum, cerco le tue mani, i tuoi occhi…

Mi ritrovo nel tuo bacio, sento finalmente quel sapore di libertà tanto agognato che ora mi culla.

Mi porti via, lontano dal mondo.

Mi porti qui, tanto vicino al tuo cuore.

Questione di coraggio.

Scrivo perché se dovessi dirti quello che provo mi tremerebbe la voce, direi frasi senza senso, confoderei le parole.

Scrivo perché se dovessi ammettere a voce un quarto di quello che riesco a scrivere sarebbe troppo reale per poterlo affrontare.

Scrivo perché, a dispetto di quello che pensi, mi importa, mi importi…

Scrivo perché se dovessi affrontare le cose come fanno tutti, parlando, farei casino, ma questo tu già lo sai.

Scrivo sperando che questo messaggio prima o poi ti arrivi.

Necrosis.

Un tempo riparavo cuori

Prendevo un cuore spezzato

Non importava in quanti pezzi

Lo curavo

Lo rimettevo a posto

E una volta rianimato

Con il poco di energie che rimaneva

Gioivo.

Una tempo riparavo cuori

Mentre il mio si affaticava

Mentre il mio si ammalava

Mentre il mio si rompeva

Tutte le volte che un cuore guariva

Spezzava il mio e se ne andava.

Ora il mio cuore…

Ora quello che resta del mio cuore è malato.

Ma io so curare il cuore altrui

Non il mio.

Ruchè

La testa gira.

Io non capisco.

La bottiglia è rovesciata sul tavolo

Forse io sono rovesciata sulla sedia

No, non capisco.

La testa gira.

La mia mano sanguina

Il vino rosso scorre.

Lui mi guarda preoccupato

Io non capisco.

Un taglio alla mano non è niente confronto a quanto mi hai fatto male tu in fondo. Un taglio alla mano sanguina meno dell’incisione con il tuo nome che hai voluto farmi con il tuo narcisismo.

No, non capisco.

Lasciami in pace, mentre curo le mie ferite sotto il tuo sguardo colpevole. Lasciami sola, non voglio più sentire le tue scuse raffazzonate senza cura.

Controvento.

Se dovessi dire come mi sento, onestamente, non saprei dirlo. L’ennesima battaglia contro i mulini a vento, ovviamente vana… ovviamente persa.

Allora rimango così, un po’ interdetta e un po’ delusa, perché questa volta ero convinta che ce l’avrei fatta, e invece…

Ormai ho imparato a non prendermela troppo, ad accettare che tutto succede per un motivo e che anche quest’ultima avventura, seppur schiantatasi contro un iceberg peggio del Titanic, abbia avuto un suo senso.

Direi che più che un senso abbia avuto un dissenso anzi, molti dissensi, questo è poco ma sicuro. Eppure ho combattuto sprecando tante energie e tante parole, per poi ritrovarmi come al solito sola, e per mia scelta per giunta.

In pratica, si è capito, faccio e disfo tutto io, gli altri sono in balìa dei miei deliri di onnipotenza probabilmente, oppure semplicemente non hanno abbastanza spina dorsale per dirmi che ogni tanto potrei anche ingoiarmi la lingua e cogliere l’ occasione per stare zitta o semplicemente per non fare nulla.

Analizzando la questione, c’è un aspetto che rimane lampante, faccio sempre tutto io, da sola… anche quando dovremmo essere in due, faccio comunque tutto io e questo si evince dal fatto che le colpe rimangono tutte a me, sempre. Probabilmente un’altra cosa che faccio sempre e solo io è assumermi le colpe… di entrambi.

Amore.

Mi chiedi spesso com’è possibile che io ti ami, com’è possibile che due persone così diverse possano andare così d’accordo. Mi chiedi, ti chiedi, se non sia solo attrazione fisica.

Ma l’amore mi ha presa ed è difficile spiegarlo, ma è troppo palese per non acettarlo. 

L’amore è dentro di me quando guardandoti sento un nodo allo stomaco, quando sorridendoti mi sento il cuore alleggerirsi. L’amore lo avverti quando riesci ad aprire il cuore nonostante le sofferenze, nonostante tutti i muri eretti con tanta fatica. L’amore lo percepisci forte e intenso e ti spinge a volerne sempre di più.
Amore.
Averti dentro, sentirti, assaporarti.

Viverti sempre

Senza paura.

Io non ho scelto, l’amore è nato e cresciuto senza che io potessi oppormi, senza che nemmeno le mie paure più grandi potessero prendere il sopravvento. Si è insinuato dentro di me e mi ha riempita, ha ridato valore a ciò che avevo lasciato marcire.
L’amore mi ha spinta forte verso di te, ha fatto sì che le nostre mani si intrecciassero, i nostri corpi si incastrassero e i nostri respiri andassero all’unisono, come fossero di un unico infinito essere. Perché è questo che siamo, un indissolubile folle insieme di desideri e passione.